De Magistris. Vengo anch’io, no tu no.

Si può anche pensare che Grillo sia un guitto o un saltimbanco. Si può anche ritenere che non abbia l’aplomb necessario per muoversi nelle stanze della politica di professione. Ma nessuno può negare che le sue proposte siano chiare e condivisibili, se solo fossimo in un paese normale. Il riferimento è per le sue battaglie che partono con il primo V-Day del 2007. Giusto porre il limite di eleggibilità a due mandati. Comprensibile il sostegno agli abitanti della Valle di Susa per la Tav, o contro la privatizzazione degli acquedotti pubblici. Nulla da eccepire, concordo e sottoscrivo. Senza contare che da repubblicani convinti, si deve tenere conto del verdetto popolare, e riconoscere che il risultato ottenuto dalle liste 5 Stelle, nelle regioni in cui a presentato le candidature, è di tutto rispetto. Per questo l’ex magistrato De Magistris, ormai ridotto come il proverbiale cane in chiesa, cerca di apparentarsi con il movimento. Non si capisce perché, quando lui cerca di aggregarsi a qualcuno o qualcosa, viene sempre rimbalzato. Dalla magistratura è stato allontanato, dopo aver arrecato danni al tribunale di Catanzaro e al governo Prodi, con la sua inchiesta Why Not, poi avvocata dalla procura. Dall’Idv dopo essere stato accolto a braccia aperte, ha tentato con un colpo di mano di fregarsi la segreteria di Di Pietro. Oggi anche Grillo gli rifila un due di picche, e gli intima di non parlare di altri senza averne titolo. Ora che “Giggi” ha raggiunto l’apice della sua inutilità, speriamo che riesca a trovare qualcosa da fare, e non da disfare come suo solito.