Perché la Chiesa sta perdendo peso in Occidente

seconda pubblicazione

Una sfida, la crisi epocale della credibilità del Vaticano
C’ERA UNA VOLTA UN VATICANO
di Massimo Franco
Perché la Chiesa sta perdendo peso in Occidente
Questo libro è la storia di una sfida, se non di una crisi, epocale. Fotografa le difficoltà di “un” cattolicesimo: quello che, almeno in Occidente, era maggioritario per antonomasia, viveva in una sfera di superiorità morale e di autoreferenzialità indiscusse, ed era in grado non solo di mantenere i propri segreti, ma di distillarli come pillole di una sapienza bi millenaria. Quanto è accaduto negli ultimi anni sembra dire che il meccanismo si è inceppato, e forse rotto. E la coincidenza temporale con la crisi geopolitica degli Stati Uniti non può non portare a ipotizzare uno scoppio della “bolla etica” vaticana, parallela a quella finanziaria e militare dell’Occidente. Su tale sfondo, gli errori di comunicazione, gli scandali sulla pedofilia, le guerre fra cardinali, sono sintomi, più che cause, di questa crisi. Ma contribuiscono a colpire la credibilità del Vaticano, e a sagomarne in modo imprevisto l’influenza internazionale. Di queste difficoltà il pontificato di Benedetto XVI appare quasi il capro espiatorio. La crisi, infatti, nasce da prima: forse dalla fine della Guerra Fredda, che lascia tutti più soli con le proprie contraddizioni, Vaticano compreso. E si rivela nella stessa Italia, dove l’influenza dei vescovi e del papa sull’elettorato è fortemente diminuita, e il cattolicesimo politico si è ridotto a una realtà quasi residuale.
L’AUTORE Massimo Franco è giornalista politico del “Corriere della Sera“. Ha lavorato come inviato ed editorialista ad “Avvenire”, “Il Giorno”, “Panorama”. Collabora con la rivista di geopolitica “Limes” ed è membro dell’International Institute for Strategic Studies (IISS) di Londra. Per Mondadori ha pubblicato Tutti a casa (1993), Hammamet (1995), Imperi paralleli (2005), acquistato dalla Random House di New York e pubblicato in inglese in tutto il mondo, e Andreotti (2008).