Era il novembre 2010 quando alla stazione Leopolda di Firenze il giovane sindaco Matteo Renzi sfidava i vertici del Pd, inneggiando alla rottamazione dei vecchi dirigenti. “Faremo le primarie”, gli prometteva il segretario Pier Luigi Bersani mettendo in gioco il suo stesso ruolo. Con il voto alle porte, “il Fatto Quotidiano” ripercorre in un instant book i momenti salienti dell’incerta sfida nel centrosinistra per la candidatura a premier. In corsa anche Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci. Una bussola per orientarvi ne “Il risiko delle primarie”. (redazione)

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Il risiko delle primarie.
Breve guida alle consultazioni del Pd-centrosinistra
Giampiero Calapà, Marco Lillo, Malcom Pagani, Marco Travaglio
Editore: Il Fatto Quotidiano
ebook euro: 0,99

La forma più avanzata di democrazia
di Antonio Padellaro

Era il 2008, l’anno delle primarie di Veltroni. Una gara già vinta in anticipo e che lo avrebbe incoronato leader e candidato premier del Pd. Mi reco nel circolo Democratico del quartiere di Roma dove abito e scrivo sulla scheda il nome di Walter. Mi sembra di avvertire un clima di fiducia e scambio qualche battuta con i presenti. Poi un signore mi prende da parte e mi racconta che non è tutto oro quel che luccica. per esempio, in quel circolo Pd i nuovi dirigenti del partito nuovo sono già stati decisi a tavolino secondo una rigida spartizione tra Ds e Margherita. A quanto gli risulta questo sistema vige un po’ dappertutto. Resto di sasso. Il famoso rinnovamento della politica, penso, comincia proprio male.
Il problema dei brogli delle “interferenze esterne” guasteranno negli anni a venire altre primarie. Clamorose quelle di Napoli per indicare il candidato sindaco, poi annullate dopo strane processioni di immigrati cinesi che avevano incasinato tutto (con la successiva vittoria di De Magistris che sanzionò il disgusto per certe pratiche bipartisan). E lo stesso Renzi, prima di sfidare Bersani a Bordo del camper ne ha dovute sentire di cotte e di crude sul suo imprevisto exploit a Firenze che, qualcuno disse, sarebbe stato favorito da molte, troppe schede “interessate” provenienti dalla destra.
Con tutte le pecche, con tutti i limiti le primarie rappresentano la forma più avanzata e trasparente della democrazia, che come disse Churchill, è la forma peggiore di governo, ma non ne conosciamo altre. E’ su questo valore che soprattutto a sinistra, la consultazione di base ha calamitato la passione e la partecipazione convinta di milioni di cittadini.

AUTORI Giampiero Calapà, Marco Lillo, Malcom Pagani, Marco Travaglio