La politica agli incensurati. Parola di condannato 12.06.2009

Se l’intenzione di Grillo era quella di dichiarare guerra all’opinione pubblica al completo, lo tranquillizziamo subito. Missione compiuta. Se non ricordo male il moralizzatore al pesto, ha sulle spalle una condanna per omicidio colposo. Gli riconobbero che fu una disgrazia, ma che avvenne per sua responsabilità. Nonostante questo va in commissione al Senato a sbraitare e vomitare accuse, contro quelli che siedono regolarmente eletti nell’emiciclo. Un altra cosa che non si capisce è questa minaccia, ormai datata, di un’imminente discesa di lanzichenecchi che travolgerà tutto e tutti, che sconquasserà le istituzioni mandando a casa la classe politica al completo.
Bene, ma dove sono tutti questi rivoluzionari? Per vedere questa democrazia che parte dal basso, cosa dobbiamo aspettare, che le sue truppe escano dall’età dell’innocenza, che compiano la maggiore età? Se così non fosse, basterebbe che votassero in massa per il tribuno, che parla con la grammaticalità di Di Pietro e con la voce del Gabibbo, e la guerra sarebbe vinta. Abbiamo appena avuto una consultazione elettorale, forse non lo ha saputo? Altra cosa inqualificabile è il qualunquismo da maschio medievale, con cui si permette nel terzo millennio di rivolgersi alle donne. E’ evidente che questo è un patrimonio che si porta da casa. Ultima curiosità. Le cose dette negli spettacoli, nei comizi in piazza e al senato, sono sempre le stesse, l’unica differenza è che alcuni le sentono a gratis, altri pagano un biglietto. Visto che le battute non cambiano, come si fa a sapere quando fa il comico e quando fa il tribuno?