Perché De Benedetti non ci azzecca mai?

E’ bugiardo chi non riconosce l’alto profilo politico di Massimo D’Alema. Mi riesce complicato pensare che una valutazione di incapacità la fornisca l’esimio ingegnere Carlo De Benedetti. Tralascio l’adagio che vorrebbe il giudizio su un medico, dato da un altro medico e non dall’ortolano, ma torno al punto; l’ex patron dell’Olivetti distribuisce patenti d’incompetenza, forse perché lui in merito, si è conquistato una cattedra universitaria sul campo. Solo su un punto la mia opinione coincide con quella dell’ingegnere: “D’Alema nella vita non ha mai fatto altro, solo politica”. Vero, si è perso il privilegio di mettere sul lastrico trentamila famiglie in un colpo solo. L’altro cruccio che ha l’ing. è la sfida a Berlusconi. Ma è una partita che non può giocare. Sul piano politico che dire, esiste un miglior interprete del berlusconismo? Come editore Silvio Berlusconi ha avuto riconoscimenti anche dai suoi più stretti nemici, ha vinto su tutta la linea: libri, giornali e Tv. De Benedetti ha sul groppone i 115 milioni dell’operazione Rete A, che si è rivelata l’ennesima impresa sbagliata. Ed è alle prese con il deficit in crescita, i licenziamenti e le proteste del personale. Le emittenti del Gruppo Espresso, da All Music a Deejay Television a Repubblica.tv, che avrebbero dovuto, secondo i suoi progetti, rivoluzionare il sistema televisivo italiano, sono in piena crisi economica e di contenuti. L’arzillo Carlo è dotato di quel tocco magico, utile per compiere sempre la scelta migliore. Ora ha scelto il nuovo cavallo su cui puntare: Walter Veltroni.