Efficienti, dinamici, creativi. Sovraccarichi, avviliti, depressi. Stanchissimi. Divisi fra call, impegni familiari e pubbliche relazioni, la luce blu degli smartphone che ci illumina il viso, la notte. Perché oggi il lavoro è tutto e tutto è lavoro…massimo.demuro@iltrovalibri.it

Ma chi me lo fa fare?
Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo
di Maura Gancitano, Andrea Colamedici
HarperCollins libri
€ 9,99

Efficienti, dinamici, creativi. Ma anche: sovraccarichi, avviliti, depressi. Stanchissimi. Pieni di lavoro. Divisi fra call, impegni familiari e pubbliche relazioni, la luce blu degli smartphone che ci illumina il viso, la notte. Oppressi dal lavoro ma anche del lavoro innamorati, rapiti, vittime di una sindrome di Stoccolma aziendale. Perché oggi il lavoro è tutto e tutto è lavoro. Eppure, mai come oggi, la sensazione è che questo lavoro non basti. Mai come oggi, in un mondo post-pandemico che continua a cantare le magnifiche sorti del neoliberismo, lavorare è sembrato altrettanto privo di senso. Una domanda spettrale, allora, ha cominciato ad aggirarsi fra noi: ma chi me lo fa fare? Chi me lo fa fare di continuare a credere che il lavoro dei sogni arriverà e non mi sembrerà nemmeno più di lavorare? Chi me lo fa fare di continuare a pensare che se mi impegno, prima o poi ce la farò? Chi me lo fa fare di ritenere che non esista un’alternativa?
Attraverso esplorazioni storiche e accurate ricognizioni del presente, Maura Gancitano e Andrea Colamedici ci spingono a riflettere sulle origini e gli sviluppi di un concetto, quello di lavoro, sfaccettato e controverso, mettendone in luce i legami con ciò che abbiamo di più sacro, come la religione o la moralità. Ma ci invitano anche a ribaltare la prospettiva sulle retoriche del privilegio o del merito. E soprattutto ci spingono a immaginare: una soluzione, un mondo in cui sia possibile cambiare.
Ma chi me lo fa fare? diventa allora un atto d’amore verso la nostra finitezza e umanità, verso la nostra stanchezza e la nostra voglia di resistere. Una coraggiosa presa di coscienza per capire finalmente che il lavoro – per quello che oggi l’abbiamo fatto diventare – è una trappola, una a cui dobbiamo a tutti i costi sottrarci.
Ma magari a passo di danza.

Maura Gangitano e Andrea Colamedici, filosofi, sono gli ideatori di Tlon, scuola di filosofia, casa editrice e libreria teatro, con cui organizzano in Italia e all’estero numerosi seminari: solo nel 2019 hanno condotto duecentocinquanta incontri sui temi della filosofia, dell’educazione di genere, del digitale, della letteratura. La loro intensissima attività di divulgazione, on line e off line, mescola le culture, analizzando bisogni e significati del nostro tempo e mettendo in connessione l’ambiente accademico con il mondo pop. Hanno collaborato con università, riviste (Linus, Nuovi Argomenti), sono intervenuti in radio (Radio Rock, Radio Freccia, Radio Popolare, Rai Radio3, RadioDeejay), televisioni (Agorà, Otto e Mezzo, DiMartedì) nel tentativo di recuperare il modo originario di fare filosofia: con il dialogo e l’incontro umano. Sono gli autori della serie Scuola di Filosofie 1 e 2 su Audible, il podcast più ascoltato in Italia sulla piattaforma. Sui social hanno creato una community ampia e soprattutto molto attiva (centinaia di migliaia di follower fra Facebook e Instagram) fortemente orientata e attenta alle tematiche culturali e sociali: lettori per vocazione. Durante il lockdown hanno ideato e animato la seguitissima “staffetta filosofica” Prendiamola con filosofia, che nel solo primo evento streaming ha raggiunto due milioni di spettatori ed è poi proseguita anche nei mesi successivi con un calendario ricchissimo di ospiti del mondo della cultura. Insieme hanno scritto “La Società della Performance”, “Lezioni di meraviglia” e “Tu non sei Dio: fenomenologia della spiritualità contemporanea”. Con HarperCollins hanno pubblicato nel 2019 “Liberati della brava bambina”.