L’ultima partita l’ho giocata che non ne avevo trentadue, e sarà anche vero che dura un attimo la gloria ma poi portarsela dentro per tutto questo tempo… Inizia così Gigi Riva il suo eccezionale racconto…massimo.demuro@iltrovalibri.it

Mi chiamavano Rombo di tuono
di Gigi Riva e Gigi Garanzini
Rizzoli libri
€ 18,00

Vado per gli ottanta. L’ultima partita l’ho giocata che non ne avevo trentadue, e sarà anche vero che dura un attimo la gloria ma poi portarsela dentro per tutto questo tempo senza più la possibilità di rinverdirla è durissima. Anche un po’ crudele. Inizia così Gigi Riva la sua lunga, eccezionale confessione autobiografica che in questo libro affida alla penna esperta di Gigi Garanzini. Monumento assoluto del calcio, Riva è un uomo profondamente riservato e finora non solo si è sempre tenuto lontano dalle cronache, ma non si è nemmeno mai raccontato. Eppure – sono pochi ormai quelli che possono ricordarselo –, per alcuni anni Gigi Riva stregò il mondo con il suo istinto per il gol, diventò un mito (le due star più attese al Mondiale del Messico 1970 erano lui e Pelé) e dimostrò sempre personalità forte e decisa, anche con la scelta di legare tutta la propria carriera al Cagliari, rifiutando offerte stellari.Queste pagine schiudono un mondo antico, forse irriconoscibile per i giovani di oggi, ma proprio per questo di grande ispirazione. Dopo un’infanzia segnata da diversi lutti familiari nell’Italia impoverita del Dopoguerra, a diciott’anni Riva salì su un aereo a elica che in tre tappe lo portò da Varese a Cagliari, una destinazione che allora sembrava più lontana dell’Antartide. Ma la Sardegna lo accolse come la madre che non aveva più, e non dovette passare molto tempo perché partisse la cavalcata del Cagliari verso lo scudetto ed esplodesse – per lui eroe schivo e affascinante come Hud il Selvaggio interpretato da Paul Newman – la gloria con i 35 gol segnati per l’Italia. Però le fiabe più belle finiscono sempre troppo presto e fu proprio la Patria, a cui Riva sacrificò ben due gambe, a interrompere bruscamente la sua formidabile avventura. Chissà quanto ancora ci avrebbe fatto sognare se fosse durata anche solo un po’ di più.

Gigi Riva nato a Leggiuno (VA) nel novembre del ’44, è stato il cannoniere per antonomasia nella storia del nostro calcio. Campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del Mondo nel 1970 con la Nazionale, dove detiene il record di marcature (35), ha esordito nel Legnano per poi legare la propria carriera al Cagliari, club di cui divenne bandiera, contribuendo al suo unico scudetto (1969-70). Successivamente è stato dirigente del Cagliari e, dal 1987 al 2013, dirigente della Nazionale.

Gigi Garanzini nato a Biella nel 1948, è un giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano. Ha iniziato la sua carriera nel 1974, lavorando a “La Notte”, quotidiano milanese, passando poi attraverso “Il Corriere della Sera”, “La Voce” di Montanelli e “La Stampa”. Nel 1990, dirige il centro stampa dei mondiali italiani del ’90 e cura le relazioni esterne del settore tecnico di Coverciano (1990 – 1993). A metà degli anni Novanta conduce su RaiTre, insieme a Gianni Mura, “Il processo del lunedì”, esperienza televisiva alla quale approda dopo aver collaborato in precedenza con Telelombardia e Fininvest. Dal 1999 lavora a Radio24 con il programma “A tempo di sport”, oltre a scrivere su “Il sole 24 ore”, dove segue la rubrica del martedì “Chi non salta”. Pubblica le biografie di Enzo Bearzot (1997) e di Nereo Rocco (1999, ma gli dedica un secondo volume nel 2012) e, nella primavera del 2007, il libro “E continuano a chiamarlo calcio”, nel quale medita sullo stato del calcio contemporaneo, forse troppo compromesso con le logiche dello spettacolo e del denaro. L’ultima fatica ricorda lo scudetto vinto dal Napoli di Maradona nel 1987