di Renato Mannheimer e Pasquale Pasquino
Baldini + Castoldi Editori
«L'epoca dei grandi partiti ideologici e identitari – DC e PCI su tutti –, è seguita quella dei poli, conclusasi con la caduta di Berlusconi e l’avvento dei governi tecnici, mentre la rappresentanza partitica ha...»
Dagli anni Ottanta, le trasformazioni politiche nel nostro Paese sono state molteplici e tutte hanno influenzato il rapporto degli italiani con le scelte elettorali. Se quattro grandi eventi internazionali hanno marcato questo processo – la caduta del colonialismo; il crollo dell’Urss; la crescita della Cina; i flussi migratori verso l’Europa –, i partiti politici italiani si sono sviluppati e sono mutati anche alla luce di slittamenti più sotterranei, definendo un panorama in eterno cambiamento. All’epoca dei grandi partiti ideologici e identitari – DC e PCI su tutti –, è seguita quella dei poli, conclusasi con la caduta di Berlusconi e l’avvento dei governi tecnici, mentre la rappresentanza partitica ha continuato a frantumarsi e ricomporsi attorno a nuovi attori, come il M5S e Fratelli d’Italia. I blocchi politici si sono contrapposti in forma transitoria e mutevole, stabilendo alleanze e rinnovando ostilità, formando governi e sfasciando coalizioni. Cosa ne è stato nel mentre del sentimento politico degli italiani? Come e perché è cambiato il loro rapporto con il voto? Se si registra un inequivocabile scollamento tra i partiti e il corpo elettorale, l’attitudine dicotomica dei partiti sembra trovare però un riflesso anche negli elettori. Come si combina la preoccupante crescita dell’astensionismo e della volatilità elettorale con questa forma di attiva radicalizzazione? Dopo quarant’anni da un’indagine condotta sul voto degli italiani, Renato Mannheimer torna, questa volta con Pasquale Pasquino, ad analizzare le scelte elettorali nel nostro Paese, per tentare una presa su fenomeni storici in continuo divenire. Un fotogramma scientifico e rigoroso che è anche un ritratto estremamente accurato di tutti noi.
Renato Mannheimer lavora da più di cinquant’anni nel campo delle ricerche e dei sondaggi di opinione. Fa parte dell’Advisory Board dell’istituto Eumetra. Ha insegnato in diversi atenei del nostro Paese ed è stato visiting professor in varie università europee e degli Usa. Ha pubblicato quindici libri su temi politici e sociali e numerosi articoli su riviste scientifiche italiane e straniere.
Pasquale Pasquino ha lavorato al Centre National de la Recherche Scientifique a Parigi, ha insegnato al dipartimento di Politics e alla Law School della New York University. Ora insegna alla LUISS. Le sue pubblicazioni riguardano la storia della teoria politica e costituzionale e il ruolo delle corti nelle democrazie liberali.
