Ricordi e speranze
di Farah Diba Pahlavi
Rizzoli libri
«La storia di Farah Diba comincia come una fiaba: a 19 anni sposa Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià dell’Iran, un paese che stava vivendo una forte spinta alla modernizzazione, nonché al riconoscimento dei diritti, soprattutto delle donne...»
La storia di Farah Diba comincia come una fiaba: a 19 anni sposa Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià dell’Iran, un paese che stava vivendo una forte spinta alla modernizzazione, nonché al riconoscimento dei diritti, soprattutto delle donne. La sua vita decolla: viene incoronata imperatrice, è ovunque sulla stampa mondiale e diventa un’icona per un’intera generazione. Madre di quattro figli, si divide tra il matrimonio e l’impegno sociale e culturale diffuso, promuovendo l’emancipazione delle donne nel suo paese. Vent’anni più tardi, il sogno crolla. L’Iran si solleva in rivolta e, insieme allo Scià, Farah Diba è costretta all’esilio. Inizia così un lungo pellegrinaggio tra Marocco, Bahamas, Messico e Panama, fino a ricevere asilo in Egitto. Il mio Iran è un grande memoriale che esprime il dramma e la sofferenza di una famiglia e di un popolo. Ed è anche la privilegiata testimonianza di uno dei capitoli più intensi e turbolenti della fine del XX secolo, in grado di illuminare le fragili fondamenta della politica mondiale e il rapporto conflittuale tra Occidente e Medio Oriente. Nella prefazione all’edizione italiana, Farah Pahlavi manifesta il proprio dolore di fronte alla repressione che si abbatte sul suo paese e lancia un messaggio di speranza per il suo Iran. Perché forse non ci sono strumenti migliori della memoria e della dignità morale per poter immaginare un futuro di pace.
Farah Diba Pahlavi è l'ultima imperatrice del moderno Iran in quanto vedova di Mohammad Reza Pahlavi, deposto scià di Persia. Anche se i titoli e le distinzioni dei Pahlavi in Iran sono stati aboliti dal governo islamico, è ancora formalmente imperatrice in seno alla casa imperiale.
